Protocollo di Legalità

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Il Protocollo di Legalità del 10 maggio 2010 tra il Ministero dell’Interno e Confindustria si inserisce nell'ambito dell'azione di Confindustria per accrescere i livelli di legalità e di concorrenza leale nello svolgimento dell’attività d’impresa. Lo sviluppo e il coordinamento di tali iniziative, sia all'interno del Sistema associativo che nei rapporti con le istituzioni pubbliche e con le principali componenti della società civile ed economica impegnate nel contrasto alla criminalità, è stato affidato ad Antonello Montante, sulla base di una specifica Delega per la Legalità, istituita nel 2008 e riconfermata nel 2012.


Il Protocollo, i cui contenuti sono stati rinnovati il 19 giugno 2012, delinea il modello di collaborazione tra il Ministero dell’Interno, le Prefetture e il Sistema confindustriale, con l’obiettivo di rendere più efficace l’azione di prevenzione e contrasto delle infiltrazioni criminali nell’economia, sia mediante l’impegno delle autorità pubbliche ad estendere gli accertamenti antimafia al settore privato, sia individuando una serie di principi e regole comportamentali cui le imprese aderenti devono attenersi nella conclusione ed esecuzione di appalti di lavori, servizi e forniture, in ambito pubblico e privato.


Con l’accordo per il rinnovo del 2012 si è inoltre rafforzato l’impegno del Ministero e di Confindustria per dare tempestiva ed efficace attuazione ai nuovi strumenti premiali e di qualificazione etica a disposizione delle imprese rappresentati dalle white list prefettizie e dal rating di legalità, quest’ultimo divenuto legge proprio a seguito di una proposta del Delegato di Confindustria per la Legalità.


Le modalità per l’adesione al Protocollo e per la realizzazione dei relativi impegni sono precisate nelle Linee Guida attuative predisposte dalla Commissione per la Legalità, istituita presso il Ministero dell’Interno e composta dai rappresentanti delle parti firmatarie del Protocollo.


L’attuazione del Protocollo si articola in due fasi, che coinvolgono attivamente le diverse componenti del Sistema associativo secondo un processo di adesione volontaria.


La prima fase riguarda le Associazioni territoriali e/o di categoria ed è condizione necessaria per consentire la successiva partecipazione all’iniziativa da parte delle imprese associate. Con l’adesione, l’Associazione assume gli obblighi di espulsione e/o sospensione delle imprese associate colluse con la criminalità organizzata, di costituirsi parte civile nei processi contro le organizzazioni criminali nei quali imprese associate siano parte lesa o imputate, nonché di gestire le informazioni richieste alle imprese ai fini dell’attuazione del Protocollo.


La seconda fase riguarda le imprese associate che, mediante la formale adesione al Protocollo, si assumono impegni volti a rendere trasparenti i propri assetti amministrativi, a denunciare eventuali fenomeni estorsivi e a selezionare in maniera responsabile i propri partner commerciali, mediante la creazione di elenchi di appaltatori previamente qualificati in sede contrattuale (vendors’ list).


Il Protocollo di legalità, unitamente ai richiamati strumenti delle white list prefettizie (disciplinate dalla L. n. 190/2012 - c.d. legge anticorruzione e dal successivo DPCM 18 aprile 2013) e del rating di legalità (art. 5-ter del D.L. 24-1-2012, n. 1 – c.d. Decreto Cresci Italia), rappresentano efficaci misure di prevenzione e contrasto dei fenomeni criminali e, contemporaneamente, un sistema di concreti incentivi per le imprese che se ne avvalgono.


Il 22 gennaio 2014 Confindustria e il Ministero dell’Interno hanno poi siglato l’Atto aggiuntivo al Protocollo di Legalità del 2010, allo scopo di introdurre un meccanismo idoneo a superare le criticità generate dall’eliminazione – a seguito dell’entrata in vigore della nuova disciplina in materia di documentazione antimafia - sia del certificato camerale con dicitura “antimafia”, sia della possibilità per i soggetti privati di ottenere dalla Prefettura le informazioni antimafia. L’Atto aggiuntivo delinea infatti la procedura attraverso cui le Prefetture potranno continuare a rilasciare la documentazione antimafia ai privati, nella forma della comunicazione e dell’informazione, a seguito di apposita richiesta presentata dall’Associazione confindustriale di riferimento per conto dell’impresa associata aderente al Protocollo.


Al contempo, la Commissione per la Legalità ha elaborato la II Edizione delle Linee Guida attuative del Protocollo, recependo diverse istanze di semplificazione procedurale segnalate dalle imprese, quali: i) innalzamento da euro 10.000 a euro 20.000 della soglia di rilevanza dei contratti tra privati per i quali è richiesta la verifica antimafia; ii) possibilità di richiedere l’iscrizione nella white list prefettizia, contestualmente alla richiesta di rilascio dell’informazione antimafia; iii) esclusione delle verifiche antimafia nel caso di iscrizione in white list ai sensi della piena equipollenza tra le suddette procedure. Inoltre, si conferma che il rispetto dei contenuti del Protocollo consente all’impresa, da un lato, di ottenere un incremento di punteggio ai fini dell’attribuzione del rating di legalità da parte dell’Antitrust, e dall’altro di integrare automaticamente i presupposti e i requisiti richiesti per l’adozione di un idoneo modello organizzativo ai sensi del decreto 231/2001 per la parte relativa alla prevenzione dei reati di criminalità organizzata e dei reati “affini”.


Infine, il 5 maggio 2014 la Prefettura di Caltanissetta e Confindustria Centro Sicilia, alla presenza del delegato nazionale di Confindustria per la Legalità, hanno siglato, per la prima volta sul territorio nazionale, un protocollo di legalità locale che mira a rendere pienamente efficace e operativo il meccanismo sperimentale previsto dall’Atto aggiuntivo 2014 ai fini del rilascio della documentazione antimafia nei confronti dei soggetti privati aderenti al Protocollo di legalità.

Analoga intesa è stata siglata da Confindustria Centro Sicilia in data 15 luglio 2014 con la Prefettura di Enna e in data 28 luglio 2014 con la Prefettura di Agrigento, sempre alla presenza del delegato nazionale di Confindustria per la legalità.


In questo modo, Confindustria Centro Sicilia prosegue la propria strategia di azione volta a garantire il massimo rispetto delle regole e della concorrenzialità tra gli operatori economici locali, specie attraverso l'adesione al Protocollo di Legalità e la diffusione delle altre best practice attualmente a disposizione delle imprese (white list, rating di legalità, modelli organizzativi 231, denunce, costituzione di parte civile, accesso al Fondo di solidarietà per le vittime della mafia, del racket e dell’usura, ecc.), e a promuovere presso i propri associati una cultura del "fare impresa" improntata alla responsabilità, alla correttezza e alla eticità dei comportamenti.

 

Allo scopo di favorire la più ampia conoscenza dei contenuti e delle modalità attuative del Protocollo 10 maggio 2010, si allega di seguito la principale documentazione di interesse per le imprese.